Libreria Lovat



ARCHIVIO EVENTI
indietro

13.01.2018 - ore 18:00
Villorba

GIUSEPPE VAZZA presenta IN MENO DI QUATTRO MINUTI Testimonianza sul Vajont: la strage e l'umiliazione (Ed. Cluep, 2017)

Appoggiato alla staccionata nel parcheggio di fronte alla biglietteria, aspetto che il gruppo di circa quaranta persone si disponga davanti a me. Inizio a parlare.
«Buongiorno a tutti, mi chiamo Giuseppe Vazza, potete chiamarmi Bepi. Oggi dovrei farvi da guida e raccontarvi il Vajont. Però ci tengo a dire che più che definirmi una guida o meglio un informatore, io sono un superstite, sono un testimone che ha vissuto in prima persona la tragedia.»
Questo è l’incipit del toccante libro testimonianza di Giuseppe Vazza, sopravvissuto alla drammatica notte del 9 ottobre 1963 quando, In meno di quattro minuti, vide la sua casa, l’attività e gran parte della sua famiglia scomparire inghiottite da un’onda colossale che si lasciò alle spalle: morte, desolazione e disperazione.
L’autore conduce il lettore lungo i sentieri della memoria per rievocare quella che è stata una delle catastrofi più sconvolgenti che hanno ferito l’Italia del secondo dopoguerra. Un libro testimonianza e una coraggiosa denuncia del “dopo” narrata con lucida determinazione, alla ricerca di verità ancora avvolte dal mistero.
Giuseppe Vazza per cinquantaquattro anni ha custodito nello scrigno del silenzio il suo vissuto, anche quello più intimo, oggi con encomiabile senso civico e generosità ha deciso di raccontarlo per «mettere un piccolo seme nell’animo delle giovani generazioni auspicando che esso possa germinare» dando un senso a un disastro che si poteva evitare.


Giuseppe Vazza nasce a Codissago, frazione dell’ex comune di Castellavazzo, il 7 settembre 1933, figlio e nipote di una dinastia di zattieri del fiume Piave che per secoli hanno percorso la via del fiume. In piena guerra frequenta la quinta elementare e termina i suoi studi per andare a lavorare come garzone di macelleria.
Superstite del disastro del Vajont, attualmente fa parte dell’associazione Vajont, il futuro della memoria e svolge l’attività di informatore nei luoghi della tragedia.