Libreria Lovat


GABRIELE SALVATORES presenta IL RAGAZZO INVISIBILE
martedi' 9 dicembre 2014 ore 17.45
ISBN: Prezzo di copertina: €
Si narra

In occasione della proiezione dell'anteprima nazionale del film, il premio Oscar GABRIELE SALVATORES e il giovane protagonista LUDOVICO GIRARDELLO saranno ospiti della libreria per presentare il romanzo per ragazzi (Salani) e il fumetto (Panini Comics) legati al film.

 

«Si può fare un film italiano di supereroi? Io dico di sì. Sarò presuntuoso, ma credo che il pubblico uscirà contento dopo aver visto Il ragazzo invisibile». Gabriele Salvatores presenta il suo ultimo film con orgoglio e un po’ di titubanza: del resto è una sfida non da poco, quella di realizzare un “film per ragazzi” che si inserisce nel filone internazionale del racconto di supereroi, su cui Hollywood ha messo da tempo il copyright.

Salvatores però riesce a trovare una dimensione europea alla sua storia, non solo perché la ambienta a Trieste fra personaggi riconoscibilmente italiani, ma anche perché si concentra più sulla psicologia dei suoi protagonisti che sugli effetti speciali, che non mancano ma sono più debitori di Georges Méliès che dell’Industrial Light & Magic.

«Il cinema ha due anime, quella realista dei fratelli Lumière e quella magica di Méliès. Io sarei felice di rendere magica la realtà», dice il regista. «Jacques Derrida diceva che la potenza del cinema sta nel rievocare i fantasmi, qualcosa che è già dentro di noi e che ci riguarda, anche se magari non lo avevi ancora messo a fuoco».

Il protagonista de Il ragazzo invisibile, il dodicenne Michele, scopre di avere il potere dell’invisibilità proprio quando la sua vita si sta facendo più complicata: la madre single lo ama ma non lo capisce, la ragazzina del cuore sembra ignorarlo, i compagni di classe lo maltrattano, i professori gli danno solo voti bassi. Ma come in ogni favola che si rispetti, Michele non solo si rivelerà più principe che ranocchio, ma trasformerà la sua vita e quella degli altri scoprendo di avere talento e coraggio da vendere.

Certo, Il ragazzo invisibile incorpora tutto il cinema hollywoodiano di genere realizzato fino a oggi. «Siamo investiti da un immaginario collettivo fatto di supereroi e americanate: fa parte del nostro Dna narrativo», osserva lo scrittore Stefano Sardo, parte del trio di sceneggiatori che comprende anche Ludovica Rampoldi e Alessandro Fabbri.

Rampoldi ammette di aver «pescato a piene mani nei ricordi cinematografici di bambina degli anni Ottanta. Tutto il film è costato come un minuto di Guardiani della galassia, dunque abbiamo cercato di dare alla sceneggiatura una chiave più concentrata sui personaggi e le emozioni, usando lo spaesamento di un adolescente per dare inizio a un’avventura».

I superpoteri comportano super responsabilità, dunque Salvatores ha «vissuto con un po’ di senso di colpa il superpotere che mi è stato conferito dall’alto nel 1992 (l’Oscar per Mediterraneo, ndr): c’erano film molto belli in gara, Hollywood era per me l’impero del male e io ero solo alla terza regia. Da allora sento il dovere di provare a fare le cose che agli altri non lasciano fare, per restituire un po’ della mia buona fortuna».

Fra le sue influenze per Il ragazzo invisibile, Salvatores cita il Batman di Tim Burton e Il cavaliere oscuro di Christopher Nolan, il primo Spider Man e l’horror svedese Lasciami entrare. E quando gli chiedono chi erano i suoi eroi di cartone, cita Flash Gordon e Corto Maltese, “un supereroe dell’anima”.

«Ultimamente mi vengono a trovare soprattutto storie di adolescenti», osserva il regista. «Credevo fosse perché non ho figli, ma il mio analista ha detto: “Non si prenda in giro Salvatores: quei ragazzi sono lei”». Davvero Gabriele assomiglia al Michele deIl ragazzo invisibile? «Sì, ma io alla sua età ho incontrato una chitarra, e quell’incontro mi ha salvato».

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