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SUMMARY:Diego MANNA
DESCRIPTION:presenta Insultario triestino-italiano - Programma. Ne parla
  con Paolo Stanese\nCome si manda qualcuno in mona con proprietà di ling
 uaggio? Qual è l’insulto triestino giusto per ogni occasione? E quante 
 parolacce\, imprecazioni e cattiverie assortite può aver prodotto nei sec
 oli una città di porto come Trieste? \nPerché il triestino non è nato 
 sotto una campana di vetro. È una lingua cresciuta in una città di confi
 ne e di porto\, che nel tempo ha incontrato e assorbito parole provenienti
  dal veneto\, dallo sloveno\, dal tedesco\, dal greco\, dal francese\, dal
 l’inglese e naturalmente dall’italiano. A Trieste le parole forestiere
  entrano\, prendono due refoli di bora e poco dopo sembrano esser nate qua
 . E secoli di incontri\, osmize\, mercati\, osterie\, cantieri\, navi\, tr
 am e discussioni hanno prodotto un patrimonio linguistico particolarmente 
 rigoglioso proprio là dove la buona educazione comincia a vacillare.\nL’
 Insultario triestino-italiano esplora questo lato meno accademico e decisa
 mente più divertente del dialetto: dalle offese vere e proprie alle prese
  in giro\, dalle esclamazioni alle imprecazioni\, fino a quelle espression
 i che fuori Trieste richiederebbero almeno tre righe di spiegazione. Non 
 è soltanto un repertorio di parolacce triestine. È anche un piccolo viag
 gio nella storia\, nell’ironia e nel carattere di una città che ha semp
 re saputo trovare la parola giusta\, soprattutto quando quella gentile non
  bastava. Un libro da consultare\, regalare\, tenere a portata di mano e\,
  naturalmente\, utilizzare con la dovuta irresponsabilità linguistica.\nD
 iego Manna\, biologo\, scrittore\, ecologista\, ciclista viaggiatore\, ed
 itore. Autore della fortunata saga Monon Behavior e premiato a Roma in Cam
 pidoglio col secondo posto nazionale per la letteratura dialettale col lib
 ro "Polska... rivemo!". Non riesce proprio a stare lontano dalle iniziativ
 e assurde\, ed è così che organizza ogni anno l'Olimpiade delle Clanfe e
  la Rampigada Santa.
X-ALT-DESC;FMTTYPE=text/html:<p>presenta<em><strong>&nbsp\;Insultario trie
 stino-italiano&nbsp\;</strong></em>- Programma. Ne parla con&nbsp\;Paolo S
 tanese</p>\n<p><strong>Come si manda qualcuno in mona con proprietà di li
 nguaggio? Qual è l’insulto triestino giusto per ogni occasione? E quant
 e parolacce\, imprecazioni e cattiverie assortite può aver prodotto nei s
 ecoli una città di porto come Trieste?&nbsp\;</strong></p>\n<p>Perché il
  triestino non è nato sotto una campana di vetro. È una lingua cresciuta
  in una città di confine e di porto\, che nel tempo ha incontrato e assor
 bito parole provenienti dal veneto\, dallo sloveno\, dal tedesco\, dal gre
 co\, dal francese\, dall’inglese e naturalmente dall’italiano. A Tries
 te le parole forestiere entrano\, prendono due refoli di bora e poco dopo 
 sembrano esser nate qua.<br /> E secoli di incontri\, osmize\, mercati\, o
 sterie\, cantieri\, navi\, tram e discussioni hanno prodotto un patrimonio
  linguistico particolarmente rigoglioso proprio là dove la buona educazio
 ne comincia a vacillare.</p>\n<p>L’<strong>Insultario triestino-italiano
 </strong> esplora questo lato meno accademico e decisamente più divertent
 e del dialetto: dalle offese vere e proprie alle prese in giro\, dalle esc
 lamazioni alle imprecazioni\, fino a quelle espressioni che fuori Trieste 
 richiederebbero almeno tre righe di spiegazione.&nbsp\;Non è soltanto un 
 repertorio di parolacce triestine. È anche un piccolo viaggio nella stori
 a\, nell’ironia e nel carattere di una città che ha sempre saputo trova
 re la parola giusta\, soprattutto quando quella gentile non bastava.<br />
  Un libro da consultare\, regalare\, tenere a portata di mano e\, naturalm
 ente\, utilizzare con la dovuta irresponsabilità linguistica.</p>\n<p><st
 rong>Diego Manna</strong>\,&nbsp\;biologo\, scrittore\, ecologista\, cicli
 sta viaggiatore\, editore. Autore della fortunata saga Monon Behavior e pr
 emiato a Roma in Campidoglio col secondo posto nazionale per la letteratur
 a dialettale col libro "Polska... rivemo!". Non riesce proprio a stare lon
 tano dalle iniziative assurde\, ed è così che organizza ogni anno l'Olim
 piade delle Clanfe e la Rampigada Santa.</p>
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