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SUMMARY:Mario FAMULARO
DESCRIPTION:presenta Prigionie dello splendore - Ladolfi. Ne parla con Ale
 ssandro Canzian\n\n«All'interno di "Prigionie dello splendore"\, Famularo
  rappresenta la decostruzione delle dicotomie tra io e il mondo\, tra sogg
 etto e oggetto mediante la dissoluzione del sé. L'individuo\, infatti\, c
 omprendendo di essere tutt'uno con il vuoto/nulla\, abbandona l'angoscia p
 er pervenire ad una totale accettazione della transitorietà della propria
  condizione\; transitorietà che nell'arco della raccolta viene spesso rap
 presentata come una catastrofe a cui il soggetto volontariamente si abband
 ona e accoglie» (Luca Cenacchi)\n\nMario Famularo (Napoli\, 1983) esercit
 a la professione di avvocato a Trieste. Suoi testi sono apparsi su antolog
 ie e riviste letterarie\, tra cui il blog Rai “Poesia\, di Luigia Sorren
 tino”\, “Poetarum Silva”\, “YAWP”\, “Argo”\, “Inverso”\,
  “ClanDestino”\, “Il Segnale”\, “Digressioni”\, “Atelier” 
 e tradotti in lingua spagnola dal “Centro Cultural Tina Modotti”. È r
 edattore della rivista trimestrale “Atelier” e dei lit-blog “Laborat
 ori Poesia” e “Niedern Gasse”. Collabora con il ciclo di incontri di
  poesia e letteratura “Una scontrosa grazia” e il blog Rai “Poesia\,
  di Luigia Sorrentino”. Suoi contributi critici appaiono su “Nazione I
 ndiana” e in prefazione a diverse pubblicazioni di poesia. Ha pubblicato
  le raccolte di poesia L’incoscienza del letargo (Oèdipus\, 2018\, te
 rzo posto al premio Conza 2019) e Favēte linguis (Ladolfi\, 2019).
X-ALT-DESC;FMTTYPE=text/html:<p>presenta<em><strong> Prigionie dello splen
 dore</strong></em> - Ladolfi. Ne parla con Alessandro Canzian</p>\n\n<p>«
 All'interno di "Prigionie dello splendore"\, Famularo rappresenta la decos
 truzione delle dicotomie tra io e il mondo\, tra soggetto e oggetto median
 te la dissoluzione del sé. L'individuo\, infatti\, comprendendo di essere
  tutt'uno con il vuoto/nulla\, abbandona l'angoscia per pervenire ad una t
 otale accettazione della transitorietà della propria condizione\; transit
 orietà che nell'arco della raccolta viene spesso rappresentata come una c
 atastrofe a cui il soggetto volontariamente si abbandona e accoglie» (Luc
 a Cenacchi)</p>\n\n<p><strong>Mario Famularo</strong> (Napoli\, 1983) eser
 cita la professione di avvocato a Trieste. Suoi testi sono apparsi su anto
 logie e riviste letterarie\, tra cui il blog Rai “Poesia\, di Luigia Sor
 rentino”\, “Poetarum Silva”\, “YAWP”\, “Argo”\, “Inverso”
 \, “ClanDestino”\, “Il Segnale”\, “Digressioni”\, “Atelier”
  e tradotti in lingua spagnola dal “Centro Cultural Tina Modotti”. È 
 redattore della rivista trimestrale “Atelier” e dei lit-blog “Labora
 tori Poesia” e “Niedern Gasse”. Collabora con il ciclo di incontri d
 i poesia e letteratura “Una scontrosa grazia” e il blog Rai “Poesia\
 , di Luigia Sorrentino”. Suoi contributi critici appaiono su “Nazione 
 Indiana” e in prefazione a diverse pubblicazioni di poesia. Ha pubblicat
 o le raccolte di poesia&nbsp\;<em>L’incoscienza del letargo</em>&nbsp\;(
 O<em>èdi</em>pus\, 2018\, terzo posto al premio Conza 2019) e&nbsp\;<em>F
 avēte linguis</em>&nbsp\;(Ladolfi\, 2019).</p>
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