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SUMMARY:Rosi BRAIDOTTI
DESCRIPTION:La storia scompigliata e selvaggia di una famiglia che continu
 a a vagare\, in cui risuona un’irruenza non priva di dolore ma sempre gi
 oiosa\, con la certezza assoluta che solo in un confronto perenne con il p
 assato possiamo ridisegnare nuove potenzialità di vita.\n Più di cinquan
 t’anni fa una bambina trova una foto nascosta in un baule pieno di vesti
 ti e comincia a fare domande a sua madre. Dimmi cosa ti è successo\, io s
 ono qui. Raccontami\, che io ti ascolto\, e crederò a tutto quello che mi
  dici. Non avere paura del buio\, io ci sono. È così che Bruna\, la madr
 e di Rosi\, ascolta la storia della sua famiglia\, delle sue donne e della
  loro sofferenza tramandata da generazioni. Poi a sua volta\, moderna Sher
 azade\, la racconta a sua figlia\, passandole il testimone di un sogno che
  è quello di ricomporre la vicenda complicata di una famiglia dispersa\, 
 di ritrovarla anche solo nelle parole\, di tenerla in vita anche solo nell
 a scrittura. Seguendo il consiglio di Virginia Woolf di pensarci attravers
 o le nostre madri\, Rosi Braidotti raccoglie una molteplicità di voci\, a
 ttingendo a un archivio stratificato di fonti e mettendosi in viaggio per 
 mezzo mondo. Ricostruisce da una parte «la piccola repubblica dei Braidot
 ti»\, socialisti di Latisana\, dall’altra il ramo fascista\, tra Friuli
 \, Austria e Cecoslovacchia. Il risultato è la storia suggestiva di una c
 ompagine di parenti che\, da Buenos Aires all’Australia\, testimoniano l
 a dispersione che segna tante famiglie di italiani con la valigia\, a dimo
 strazione di come l’identità sia sempre una fitta rete di relazioni\, r
 icca di differenze\, multipla\, aperta e interconnessa.\n Rosi Braidotti è
  una filosofa italiana naturalizzata australiana. Nata in Italia\, ha stud
 iato in Australia e in Francia e lavora nei Paesi Bassi. Attualmente Braid
 otti è Distinguished University Professor Emerita presso la Utrecht Unive
 rsity\, dove ha insegnato dal 1988. È stata docente e founding Director d
 el programma di Women's Studies (1988-2005) e del Centro per le scienze um
 ane (2007-2016) della Utrecht University. È stata insignita di laurea hon
 oris causa dall’Università di Helsinki (2007) e Linkoping (2013)\; è F
 ellow dell'Australian Academy of the Humanities (FAHA) dal 2009 e membro d
 ell'Academia Europaea (MAE) dal 2014. Tra le sue principali pubblicazioni 
 figurano Nomadic Subjects (2011) e Nomadic Theory (2011)\, entrambe con la
  Columbia University Press\, The Posthuman (2013)\, Posthuman Knowledge (2
 019)\, e Posthuman Feminism (2022) con la Polity Press. Nel 2016 ha coedit
 ato Conflicting Humanities con Paul Gilroy e nel 2018 The Posthuman Glossa
 ry con Maria Hlavajova\, entrambi con la Bloomsbury Academic.
X-ALT-DESC;FMTTYPE=text/html:<p>La storia scompigliata e selvaggia di una 
 famiglia che continua a vagare\, in cui risuona un’irruenza non priva di
  dolore ma sempre gioiosa\, con la certezza assoluta che solo in un confro
 nto perenne con il passato possiamo ridisegnare nuove potenzialità di vit
 a.</p>\n<p><br /> Più di cinquant’anni fa una bambina trova una foto na
 scosta in un baule pieno di vestiti e comincia a fare domande a sua madre.
  Dimmi cosa ti è successo\, io sono qui. Raccontami\, che io ti ascolto\,
  e crederò a tutto quello che mi dici. Non avere paura del buio\, io ci s
 ono. È così che Bruna\, la madre di Rosi\, ascolta la storia della sua f
 amiglia\, delle sue donne e della loro sofferenza tramandata da generazion
 i. Poi a sua volta\, moderna Sherazade\, la racconta a sua figlia\, passan
 dole il testimone di un sogno che è quello di ricomporre la vicenda compl
 icata di una famiglia dispersa\, di ritrovarla anche solo nelle parole\, d
 i tenerla in vita anche solo nella scrittura. Seguendo il consiglio di Vir
 ginia Woolf di pensarci attraverso le nostre madri\, Rosi Braidotti raccog
 lie una molteplicità di voci\, attingendo a un archivio stratificato di f
 onti e mettendosi in viaggio per mezzo mondo. Ricostruisce da una parte «
 la piccola repubblica dei Braidotti»\, socialisti di Latisana\, dall’al
 tra il ramo fascista\, tra Friuli\, Austria e Cecoslovacchia. Il risultato
  è la storia suggestiva di una compagine di parenti che\, da Buenos Aires
  all’Australia\, testimoniano la dispersione che segna tante famiglie di
  italiani con la valigia\, a dimostrazione di come l’identità sia sempr
 e una fitta rete di relazioni\, ricca di differenze\, multipla\, aperta e 
 interconnessa.</p>\n<p><br /> <strong>Rosi Braidotti </strong>è una filos
 ofa italiana naturalizzata australiana. Nata in Italia\, ha studiato in Au
 stralia e in Francia e lavora nei Paesi Bassi. Attualmente Braidotti è Di
 stinguished University Professor Emerita presso la Utrecht University\, do
 ve ha insegnato dal 1988. È stata docente e founding Director del program
 ma di Women's Studies (1988-2005) e del Centro per le scienze umane (2007-
 2016) della Utrecht University. È stata insignita di laurea honoris causa
  dall’Università di Helsinki (2007) e Linkoping (2013)\; è Fellow dell
 'Australian Academy of the Humanities (FAHA) dal 2009 e membro dell'Academ
 ia Europaea (MAE) dal 2014. Tra le sue principali pubblicazioni figurano N
 omadic Subjects (2011) e Nomadic Theory (2011)\, entrambe con la Columbia 
 University Press\, The Posthuman (2013)\, Posthuman Knowledge (2019)\, e P
 osthuman Feminism (2022) con la Polity Press. Nel 2016 ha coeditato Confli
 cting Humanities con Paul Gilroy e nel 2018 The Posthuman Glossary con Mar
 ia Hlavajova\, entrambi con la Bloomsbury Academic.</p>
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