BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//TYPO3/NONSGML Calendarize//EN
BEGIN:VEVENT
UID:calendarize-umberto-zapelloni-1
DTSTAMP:20260619T234750Z
DTSTART:20260709T163000Z
DTEND:20260709T173000Z
SUMMARY:Umberto ZAPELLONI
DESCRIPTION:presenta Formula Italia - 66yh and 2nd.\n\nLa storia della Fo
 rmula 1\, a guardarla da vicino\, è un bel romanzo italiano\, iniziato uf
 ficialmente sul circuito di Silverstone nel 1950 con la vittoria di Nino F
 arina. A inventare la Formula 1\, come tante altre cose\, sono stati gli i
 nglesi\, che poi però hanno dovuto aspettare otto anni per vedere un loro
  pilota davanti a tutti\, ovviamente al volante di un’auto italiana. A d
 ominare le prime trenta gare\, infatti\, sono state le Alfa Romeo\, le Fer
 rari e le Maserati. E tre dei primi quattro campioni del mondo erano itali
 ani. Sembrava l’inizio di un dominio. Invece\, dopo Alberto Ascari\, l’
 Italia non ha più avuto un pilota capace di conquistare il Mondiale\, non
 ostante l’aura e i successi del Cavallino. In compenso sono arrivati man
 ager\, ingegneri\, meccanici\, uomini e donne delle pubbliche relazioni. E
  poi le gomme\, gli impianti frenanti\, i caschi e l’abbigliamento. Inso
 mma\, nel paddock siamo sempre stati protagonisti: il Made in Italy è una
  garanzia di qualità. \n\nUmberto Zapelloni\, già responsabile della re
 dazione sportiva del «Corriere della Sera» e vicedirettore della «Gazze
 tta dello Sport»\, si occupa di Formula 1 da quando\, negli anni Ottanta 
 e Novanta\, lavorava per «il Giornale» di Montanelli. Oggi è responsabi
 le degli inserti Sport e Mobilità del «Foglio»\, scrive ancora di Formu
 la 1 sul «Giornale» ed è opinionista di Sky a Race Anatomy\, oltre che 
 curatore del blog Topspeedblog.it. Per 66thand2nd ha scritto anche Senna e
  Prost. La sfida infinita (2024).\n\n\n
X-ALT-DESC;FMTTYPE=text/html:<p>presenta&nbsp\;<em><strong>Formula Italia 
 </strong></em>- 66yh and 2nd.</p>\n\n<p>La storia della Formula 1\, a guar
 darla da vicino\, è un bel romanzo italiano\, iniziato ufficialmente sul 
 circuito di Silverstone nel 1950 con la vittoria di Nino Farina. A inventa
 re la Formula 1\, come tante altre cose\, sono stati gli inglesi\, che poi
  però hanno dovuto aspettare otto anni per vedere un loro pilota davanti 
 a tutti\, ovviamente al volante di un’auto italiana. A dominare le prime
  trenta gare\, infatti\, sono state le Alfa Romeo\, le Ferrari e le Masera
 ti. E tre dei primi quattro campioni del mondo erano italiani. Sembrava l’
 inizio di un dominio. Invece\, dopo Alberto Ascari\, l’Italia non ha più
  avuto un pilota capace di conquistare il Mondiale\, nonostante l’aura e
  i successi del Cavallino. In compenso sono arrivati manager\, ingegneri\,
  meccanici\, uomini e donne delle pubbliche relazioni. E poi le gomme\, gl
 i impianti frenanti\, i caschi e l’abbigliamento. Insomma\, nel paddock 
 siamo sempre stati protagonisti: il Made in Italy è una garanzia di quali
 tà.&nbsp\;</p>\n\n<p><strong>Umberto Zapelloni</strong>\, già responsabi
 le della redazione sportiva del «Corriere della Sera» e vicedirettore de
 lla «Gazzetta dello Sport»\, si occupa di Formula 1 da quando\, negli an
 ni Ottanta e Novanta\, lavorava per «il Giornale» di Montanelli. Oggi è
  responsabile degli inserti Sport e Mobilità del «Foglio»\, scrive anco
 ra di Formula 1 sul «Giornale» ed è opinionista di Sky a Race Anatomy\,
  oltre che curatore del blog Topspeedblog.it. Per 66thand2nd ha scritto an
 che Senna e Prost. La sfida infinita (2024).</p>\n\n\n
LOCATION:
END:VEVENT
END:VCALENDAR
