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SUMMARY:UNA SCONTROSA GRAZIA
DESCRIPTION:Figura di rilievo e voce autonoma della nostra nuova poesia\, 
 Marco Pelliccioli ci offre qui\, nella spoglia concretezza viva del suo st
 ile\, un ampio quadro di personaggi e situazioni in cui un passato anche l
 ontano viene a porsi sottilmente in confronto con la mutata realtà dell’
 oggi. Nel concerto del tempo procede essenzialmente nei termini di una 
 narrazione condotta attraverso la memoria da una voce fuori campo\, una “
 controfigura” che riporta a galla volti spesso familiari in una galleria
  di umili apparizioni.\nNel pacato ed efficace alternarsi di prosa poetica
  e versi\, Pelliccioli oscilla tra dimensione orizzontale e verticale\, po
 rtando sulla scena oggetti domestici e amuleti\, dettagli di quotidianità
 \, senso di nascita e morte\, presenze e sparizioni\, piante e piccoli ani
 mali\, parole prelevate da un dire talvolta dialettale. Ecco allora l’An
 giolina\, l’Agnese\, la Nunzia o la Martina\, e insieme a loro anche l’
 Alberto e lo storpio\, la loro «epica sconnessa»\, nel «tempo che indoc
 ile non passa». Si tratta di un tempo che è anche il tempo storico\, con
  sottostanti riferimenti a vicende accadute ed entrate nella cronaca\, se 
 non negli annali.\nCi troviamo di fronte a «invisibili creature / che nuo
 tano nel cielo»\, offerte dal poeta che coglie al contempo l’affacciars
 i problematico di una contemporaneità divenuta\, come è sempre più evid
 ente\, meccanica e tecnologica. Il percorso dell’opera si svolge in una 
 sorta di articolata coerenza poematica\, fitta di rimandi interni\, nell’
 impeccabile controllo stilistico di una musica che passa dal recitativo al
  canto sommesso\, in momenti di un netto realismo\, non senza aperture oni
 riche\, con tratti di un’efficace e oggi insolita\, ma innovativa\, liev
 e coloritura espressionistica.
X-ALT-DESC;FMTTYPE=text/html:<p>Figura di rilievo e voce autonoma della no
 stra nuova poesia\, Marco Pelliccioli ci offre qui\, nella spoglia concret
 ezza viva del suo stile\, un ampio quadro di personaggi e situazioni in cu
 i un passato anche lontano viene a porsi sottilmente in confronto con la m
 utata realtà dell’oggi.&nbsp\;<em>Nel concerto del&nbsp\;</em><em>tempo
 </em>&nbsp\;procede essenzialmente nei termini di una narrazione condotta 
 attraverso la memoria da una voce fuori campo\, una “controfigura” che
  riporta a galla volti spesso familiari in una galleria di umili apparizio
 ni.</p>\n<p>Nel pacato ed efficace alternarsi di prosa poetica e versi\, P
 elliccioli oscilla tra dimensione orizzontale e verticale\, portando sulla
  scena oggetti domestici e amuleti\, dettagli di quotidianità\, senso di 
 nascita e morte\, presenze e sparizioni\, piante e piccoli animali\, parol
 e prelevate da un dire talvolta dialettale. Ecco allora l’Angiolina\, l’
 Agnese\, la Nunzia o la Martina\, e insieme a loro anche l’Alberto e lo 
 storpio\, la loro «epica sconnessa»\, nel «tempo che indocile non passa
 ». Si tratta di un tempo che è anche il tempo storico\, con sottostanti 
 riferimenti a vicende accadute ed entrate nella cronaca\, se non negli ann
 ali.</p>\n<p>Ci troviamo di fronte a «invisibili creature / che nuotano n
 el cielo»\, offerte dal poeta che coglie al contempo l’affacciarsi prob
 lematico di una contemporaneità divenuta\, come è sempre più evidente\,
  meccanica e tecnologica. Il percorso dell’opera si svolge in una sorta 
 di articolata coerenza poematica\, fitta di rimandi interni\, nell’impec
 cabile controllo stilistico di una musica che passa dal recitativo al cant
 o sommesso\, in momenti di un netto realismo\, non senza aperture oniriche
 \, con tratti di un’efficace e oggi insolita\, ma innovativa\, lieve col
 oritura espressionistica.</p>
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