presenta C'era l'amore a Sarajevo - Mondadori. Ne parla con Andrea Oskari Rossini
“Il 29 febbraio saranno trent’anni. Ti aspettiamo.” Non ha bisogno di altri dettagli, Carlo, una vita da inviato speciale in zone di guerra, per capire a cosa si riferisca il messaggio appena ricevuto. Gli anniversari tondi segnano un punto, favoriscono ricordi, chiamano bilanci. Ma soprattutto costringono a vedere chi eravamo, e chi siamo diventati proprio perché abbiamo vissuto certe cose. Per Carlo, i 1425 giorni dell’assedio a Sarajevo, culmine del conflitto nei Balcani che ha sgretolato la ex Jugoslavia, sono stati un crocevia emotivo senza paragoni, un intreccio di paure ma ancor più di urgenza di vivere.
Un racconto profondamente attuale, perché nelle parole dei testimoni di allora risuonano lampanti analogie con la situazione in Ucraina o a Gaza. O in tutti i luoghi dove c’è sopraffazione dell’uomo sull’uomo.
Gigi Riva è nato a Nembro (Bergamo) nel 1959. Romanziere e sceneggiatore per il cinema, è stato a lungo inviato nei Balcani e in Medioriente. Da inviato speciale de “Il Giorno” ha seguito tutte le guerre balcaniche degli anni Novanta. Il suo primo romanzo, L’ultimo rigore di Faruk (Sellerio, 2016) è diventato un piccolo cult. Per Mondadori ha pubblicato nel 2020 Non dire addio ai sogni, vincitore del premio Selezione Bancarella Sport 2021, Il più crudele dei mesi , il racconto vivido e intensissimo della diffusione del Covid a Nembro nella primavera del 2020, vincitore del premio Segafredo-Zanetti “Un libro per una serie Tv”, e Ingordigia, la storia incredibile di Michele Bochicchio, il broker dei vip, di cui sono stati già acquisiti i diritti audiovisivi.

