presenta Medioccidente - Marsilio. Ne parla con Alberto Garlini
Finito il Novecento e bruciate le aspettative del passaggio al nuovo millennio, sentiamo oggi il bisogno di cercare un’altra maniera di essere occidentali, consci che qualcosa è andato storto. Da questo disincanto, ma anche dalla consapevolezza che non tutto è perduto, prende avvio l’indagine di Giuseppe Lupo. L’invito è a immaginare un luogo fuori dalle cartine ma dentro le coscienze: il Medioccidente. Una soglia tra un Oriente non finito e un Occidente non cominciato; una frontiera simbolica in cui tentare un equilibrio tra New York e Gerusalemme, tra Istanbul e Gibilterra, tra Oslo e Tangeri; un «continente morale» dove realizzare un nuovo patto tra gli uomini. In queste pagine, Lupo esplora l’ipotesi di una civiltà alternativa intrecciando letteratura e storia, antropologia e teologia, urbanistica ed economia.
Giuseppe Lupo è nato in Lucania (Atella, 1963) e vive in Lombardia, dove insegna letteratura italiana contemporanea presso l’Università Cattolica di Milano e Brescia. Oltre a Ballo ad Agropinto, per Marsilio, dopo l’esordio con L’americano di Celenne (2000, 2018; Premio Giuseppe Berto, Premio Mondello), ha pubblicato La carovana Zanardelli (2008), L’ultima sposa di Palmira (2011; Premio Selezione Campiello, Premio Vittorini), Viaggiatori di nuvole (2013; Premio Giuseppe Dessì), Atlante immaginario (2014), L’albero di stanze (2015; Premio Alassio-Centolibri), Gli anni del nostro incanto (2017; Premio Viareggio Rèpaci), Breve storia del mio silenzio (2019; selezionato nella dozzina del Premio Strega) e Tabacco Clan (2022). Ha pubblicato diversi volumi sulla cultura del Novecento, come La modernità malintesa (Marsilio 2023), e curato Moderno Antimoderno di Cesare De Michelis (Marsilio 2021). È autore di numerosi saggi e collabora alle pagine culturali del Sole 24 Ore.

