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Luigi NACCI

ven 03/04/26 18:30 - 19:30

presenta Il tempo dei semplici - Einaudi. Ne parla con Marco Lazzarin

 

Il tempo dei semplici è «il libro del figlio»: il canto della vulnerabilità, alimentato dal desiderio di salvare tutto ciò che di limpido e saggio può essere salvato in una famiglia sul punto di sgretolarsi; il canto dell’amore che si oppone come una diga alla malattia e al tempo. A raccontare in prima persona è proprio il figlio, che guarda i suoi genitori – immigrato da un Sud povero lui, triestina di un quartiere altrettanto povero lei – invecchiare. Loro si amano, loro lo amano, lui li ama, la vita è tenace ma la fine è inevitabile. Come in un film muto che di colpo acquista la parola, Nacci ci fa vedere Trieste e le terre che la circondano e quelle ancora piú lontane con gli occhi dei semplici. È la Trieste degli ultimi che si nasconde dentro la Trieste dei fasti mitteleuropei. Un confine dentro il confine. Un margine che può illuminarci, se lo sappiamo guardare.

 

Luigi Nacci è insegnante, giornalista e guida naturalistica. Ha studiato letteratura e ha esordito come poeta, poi ha incontrato il cammino e la sua vita è cambiata. Lo ha raccontato in quattro saggi narrativi: Alzati e cammina (Ediciclo 2014), Viandanza (Laterza 2016), Trieste selvatica (Laterza 2019) e Non mancherò la strada (Laterza 2022). Nel 2021 ha curato Spirito libero e sangue caldo, l'autobiografia di una donna rom, per Ediciclo. Per la stessa casa editrice dirige la collana «La biblioteca del viandante». I suoi piú recenti libri in versi sono Quel che il lampo ha da dirti (Pordenonelegge - Samuele Editore 2025) e Passa come una luce (Istituto di Cultura della Città di Danzica 2026). Per Einaudi ha pubblicato I dieci passi dell'addio (2024 e 2026) e Il tempo dei semplici (2026).

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