UNA SCONTROSA GRAZIA 2026
Christopher è un libro che si muove sul crinale tra racconto e ricerca interiore ma lo fa con una scelta strutturale netta: la voce poetica si organizza attorno a tre figure-faro, tre biografie (reali e simboliche) che diventano allegorie dell’io e dei suoi attraversamenti. Da un lato Christopher Channing, artista queer e creatura notturna in bilico tra lingua inglese e malinconia “parisienne”. Dall’altro Roberto Pazzi, il “maestro” emblema di un’etica della cultura che rifiuta consumo e finzione. Sullo sfondo un Napoleone rovesciato, non l’eroe di Austerlitz ma il vinto dell’Elba, quasi un rifugiato nella propria disfatta, fino a lambire l’ipotesi della memoria che si sfibra e dell’identità che vacilla. Nomi propri che non “chiudono” i personaggi ma li aprono, li rendono maschera, controcampo, anche specchio. Ne esce una poesia allusiva e insieme sorprendentemente intima, capace di sfiorare le vite e attraversarle senza mai ridurle a cronaca. In questa direzione il gesto di resistenza al presente per il modo in cui l'autore scava “nei calcinacci della Storia”.
MATTEO BIANCHI (Ferrara, 1987) si è specializzato in Filologia moderna a Ca’ Foscari sull’opera di Corrado Govoni. In versi ha pubblicato, tra gli altri, La metà del letto (Premio Metauro, Barbera 2015), Fortissimo (Premio Maconi Giovani, Minerva 2019) e la plaquette L’altro imperatore (l’Obliquo, 2024). Di critica, invece, i saggi Il lascito lirico di Corrado Govoni. Dai crepuscoli sul Po agli influssi letterari (Mimesis, 2023) e Contemporaneo. Alessandro Manzoni e la parola in controluce (Oligo, 2024). Giornalista, scrive tra le altre per “Il Sole 24 Ore” e per “Left”. Dirige il Centro Studi “Roberto Pazzi” e il semestrale “Laboratori critici” (Samuele Editore).
🎤ne parla con MARY B. TOLUSSO

