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Enrico TERRINONI

ven 22/03/24 18:00 - 19:25

presenta La Vita dell’altro. Svevo, Joyce: un'amicizia speciale - Bompiani editore. Ne parla con Francesco De Filippo

Un saggio letterario appassionante come un romanzo, libero come una storia, preciso come una biografia, anzi, due.

«Persino quando quasi non toccava i piatti che aveva davanti nei vari ristoranti frequentati (altra indomabile passione), per il vino c’era sempre posto. Come il fumo per Svevo, il bere faceva parte in un certo senso della sua complessa identità. Ne influenzava il modo di vivere, gli dava forza. Contribuiva a spingerlo a esistere in spregio alle tante difficoltà che incontrava o che avrebbe incontrato; e questo da sempre, sin dagli anni dublinesi.»


La vita dell'altro è il racconto inedito dell'amicizia molto speciale tra due giganti del Novecento. Joyce, irlandese abbastanza ribelle che arriva in Italia perché ama la lingua e la cultura italiana, ma anche per fuggire da un'Irlanda sotto il doppio giogo dell'Impero britannico e della Chiesa cattolica, e Svevo, un signore di mezza età, di origini ebraiche, che dopo anni in banca lavora nell'industria di vernici per applicazioni subacquee della famiglia della moglie. Joyce insegna inglese, e si distingue subito a Trieste per i suoi comportamenti poco ortodossi. Svevo, bonario uomo di famiglia, si accorge di lui e inizia a frequentarlo, prima da allievo, poi da amico. Dal loro incontro nasce qualcosa. Si scambiano gli scritti e ammirano le rispettive opere. Svevo aiuta spesso Joyce, sempre a corto di denaro, e questi ricambierà la sua generosità contribuendo a farlo diventare un caso letterario internazionale. Le loro storie si incrociano e ci parlano di un'amicizia profonda, non soltanto di affinità. E si intrecciano in un curioso entanglement anche le loro opere, capaci di dialogare da posizioni distanti su temi condivisi e segreti. La vita dell'altro è una storia non ancora raccontata, che mostra l'esistenza tra questi due mostri sacri del Novecento di un rapporto assai profondo, di un'affinità elettiva ma anche di una voglia di sostenersi a vicenda e guardarsi negli occhi per riconoscersi. Questa storia minima di due grandi racconta tramite eventi, resoconti, impressioni, incroci e simultaneità come le opere e le esistenze di Svevo e Joyce continuano a scrutarci oscuramente dal passato, con occhi attenti e divertiti, fissi sui nostri futuri.

Enrico Terrinoni è attualmente Professore distaccato presso l’Accademia Nazionale dei Lincei (Centro Interdisciplinare Beniamino Segre) e Professore ordinario di Letteratura inglese all’Università per Stranieri di Perugia. Il suo ultimo libro, Su tutti i vivi e i morti. Joyce a Roma (Feltrinelli, 2022) ha vinto il Premio Speciale della Giuria al Premio Francesco de Sanctis, il Premio della Giuria al Premio Viareggio-Répaci, e ottenuto la Menzione della giuria al Premio Comisso. L’Ulisse di Joyce da lui curato per Bompiani nel 2021 (prima edizione al mondo bilingue e annotata) ha vinto il Premio Internazionale Capalbio. Altre sue opere premiate sono l’edizione italiana dell’Antologia di Spoon River per Feltrinelli (Premio Città di Firenze – Von Rezzori), l’edizione, in collaborazione con Fabio Pedone, degli ultimi due libri del Finnegans Wake per Mondadori (Premio Annibal Caro) e la prima sua traduzione dell’Ulisse per Newton Compton (Premio Napoli). Ha tenuto conferenze in più di trenta paesi. Scrive sul Manifesto, Left, Il Venerdì e Il Tascabile Treccani. Sta lavorando per Bompiani a un libro sull’amicizia geniale tra Joyce e Svevo in uscita nel 2023 e per Treccani a un libro sul tema: “La materia oscura del letterario”. Tra le altre sue opere: Occult Joyce: The Hidden in Ulysses (Cambridge Scholars, 2007), James Joyce e la fine del romanzo (Carocci, 2015), Oltre abita il silenzio. Tradurre la letteratura (Il saggiatore 2019), Chi ha paura dei classici  (Cronopio 2020), The Book About Everything (Head of Zeus, 2022)

Trieste
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