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Igor STIKS

ven 06/02/26 18:00 - 19:30

presenta W - Mesogea editore. Ne parla con i traduttori Andrea Olivieri e Serena Todesco.    

 

«E poi c’è quel bambino, ritrovato in un vagone abbandonato e ora divenuto un ragazzino infelice. A Walter ricorda il proprio fratello perduto, che ha vissuto solo il fervore e la speranza della rivoluzione, ma non le sue storture, né ha fatto in tempo a capire che l’uomo è capace di trasformare le idee più nobili in un campo di concentramento».

 

Tradotto per la prima volta in italiano, W alterna il racconto di un passato e di un presente che si rincorrono fino a intrecciarsi. Ne è protagonista il narratore, Igor, intellettuale e romanziere cosmopolita bosniaco trapiantato a Parigi, dove conduce una vita di impegno culturale e lotte sociali. Dopo aver conosciuto Walter Stikler, ex rivoluzionario terrorista in seguito mutatosi in intellettuale conservatore, Igor ne racconta la storia a Tessa, giovane e affascinante ribelle.

 

In una trama intessuta di colpi di scena e ricostruzioni storiche che attraversa i decenni tormentati tra la fine della Seconda guerra mondiale e l’ultimo scorcio del Novecento, emergono le illusioni perdute del socialismo reale jugoslavo. Ma soprattutto emerge la necessità di ripercorrere una memoria collettiva traumatica per ridare senso al presente caotico e inquietante sia degli ex-regimi totalitari, sia delle sedicenti democrazie del neo-capitalismo. Quasi a dimostrare gli  sconfinamenti degli uni nelle altre…

 

 

Igor Štiks (Sarajevo, 1977) è autore dei romanzi Elijahova stolica (2006), tradotto in italiano con il titolo Mentre Alma dorme (Frassinelli 2008) e Dvorac u Romagni (2000), vincitori di numerosi premi e tradotti in 15 lingue. Dopo il dottorato di ricerca presso l’Institut d’Études Politiques di Parigi e la Northwestern University di Chicago, ha insegnato a Edimburgo, Lubiana, Graz, Sarajevo e Belgrado. È anche autore di Nations and Citizens in Jugoslavia and the Post-Yugoslav States: One Hundred Years of Citizenship (Bloomsbury 2015) e, con Srećko Horvat, di Welcome to the Desert of Post-Socialism:Radical Politics after Jugoslavia (Verso 2015). Nel 2014 è stato insignito del prestigioso riconoscimento francese di Chevalier des arts et des lettres.

Trieste
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